Premio d’onore 2015

Jean-Luc Godard, Ehrenpreis 2015

Il Premio d’onore del cinema svizzero a Jean-Luc Godard

Assegnando il premio d’onore a Jean-Luc Godard viene reso omaggio a un artista cinematografico visionario e a un maestro virtuoso del montaggio, le cui opere d’avanguardia hanno ispirato e continuano ad ispirare generazioni di cineasti in tutto il mondo. Il regista sarà insignito del Trofeo «Quartz» dal consigliere federale Alain Berset in occasione della cerimonia di premiazione prevista il 13 marzo al Bâtiment des Forces Motrices di Ginevra.

Il regista Jean-Luc Godard è il vincitore del Premio d’onore del cinema svizzero 2015: un riconoscimento con cui l’Ufficio federale della cultura intende premiare l’intera opera cinematografica di uno dei maggiori protagonisti della Nouvelle Vague. Il Premio d’onore è dotato di 30 000 franchi.

Il massimo riconoscimento a Jean-Luc Godard

Nel 1960 Jean-Luc Godard conquista la scena internazionale con il suo primo lungometraggio «Fino all’ultimo respiro» (À bout de souffle). Il film con Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg diventa il simbolo di un nuovo movimento, la Nouvelle Vague. Non di rado le sue idee anticonvenzionali e la sua visione critica del mondo nonché la sua abitudine di mettere a soqquadro le strutture narrative mettono a dura prova il suo pubblico. Il rapporto tra immagine e linguaggio è sempre stato un tema centrale del suo lavoro, come testimonia anche la sua ultima opera «Adieu au language», presentata per la prima volta e premiata al Film festival di Cannes con il Premio della giuria.
L’opera di Jean-Luc Godard conta oggi più di 40 film ed esperimenti video. Le sue pellicole di fama mondiale hanno influenzato generazioni di cineasti. Non va inoltre dimenticata la sua attività di critica cinematografica, fatta di riflessioni sulla propria opera e su quella degli altri, tra l’altro attraverso innumerevoli contributi per la rivista cinematografica francese «Cahiers du Cinéma».
Jean-Luc Godard è originario di una famiglia franco-svizzera. Dal 1953 è cittadino di Gland.

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Un saluto da Jean-Luc Godard.

All’indomani del suo documentario girato in Vallese sulla diga della Grande Dixence (Opération Béton, 1954) Godard, svizzero di seconda nazionalità, fa ritorno a Parigi. Da sempre appassionato della settima arte, si dedica alla critica e alla regia, provocando in contrasto con le convenzioni un interesse e persino un disprezzo che non svaniranno mai del tutto fino al 2014 con Adieu au langage (3D, in co-produzione con Vega Film, Ruth Waldburger, Zurigo). I suoi progetti si rivolgono senza tregua a uomini e donne che, confrontati alla necessità di guadagnarsi il pane, si sottomettono volenti o nolenti a lavori che ne esigono la prostituzione all’interno di un sistema economico corrotto da scambi di denaro, nella maggior parte dei casi sporco.

Il suo spirito creativo è in grado di decifrare i ricordi sprigionati da eventi o da coincidenze ben evidenziati, base dei suoi studi di sociologia, come definita nel suo film Histoire(s) du cinéma (258 minuti), che lo occuperanno dal 1989 al 1995.

Ansioso di lasciare Parigi e il suo passato politico violento, rifiuta il divismo e pensa a trasformare la propria reputazione attraverso la conquista delle tecniche video che pratica a Grenoble assieme a Anne-Marie Miéville. Scontento però dell’accoglienza riservatagli in particolare dalle televisioni, verso il 1980 ritorna in Svizzera, dove lo studioso degli strumenti video e delle loro funzioni riprende il proprio atelier per diventare un poeta solitario, immerso tra la fotografia su pellicola e i pixel del digitale.

Freddy Buache

La cerimonia di premiazione

La premiazione, giunta alla sua 18° edizione, si terrà il 13 marzo 2015 al Bâtiment des Forces Motrices di Ginevra, in presenza del consigliere federale Alain Berset. L’omaggio alla settima arte in Svizzera è realizzato dall’Ufficio federale della cultura insieme ai partner SRG SSR e l’Association «Quartz» Genève Zürich. Collaborano all’organizzazione anche Swiss Films, l’Accademia del Cinema Svizzero e le Giornate di Soletta.