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Pubblicato il 18 novembre 2019

Simone Aughterlony

Performer eccezionale 2015

Simone Aughterlony, nata in Nuova Zelanda nel 1977, si forma presso la New Zealand School of Dance. In Europa dal 2000, vive e lavora a Zurigo e Berlino. Inizia la sua carriera collaborando con la coreografa americana Meg Stuart e la sua compagnia Damaged Goods a Bruxelles in pièce come «Alibi» e «Highway 101». In seguito lavora tra l’altro con il gruppo inglese di teatro e performance Forced Entertainment e con il regista Jorge León. Oltre a collaborare a varie produzioni, dal 2004 Simone Aughterlony elabora dei propri progetti che interpreta personalmente, tra cui «Public Property» (2004) e «We need to talk» (2011). Dal 2013 ha realizzato una trilogia coprodotta dalla Gessnerallee di Zurigo e dal teatro HAU Hebbel am Ufer di Berlino. Le tre coreografie per due danzatrici, «Show and Tell», «After Life» e «Supernatural», indagano le condizioni esistenziali del corpo umano.

Il corpo è il principale mezzo di espressione di Simone Aughterlony, la cui presenza fisica è inconfondibile quanto insolita. Sovente integra i suoi lavori con testi o particolari strategie spaziali, in quanto considera il palcoscenico un luogo ideale per trattare interrogativi e problemi legati alla vita e al corpo umano. Questo le riesce, oltre che con strategie radicali, anche attraverso azioni che mettono alla prova i limiti fisici. In «Supernatural», la terza coreografia della trilogia arrivata in finale al concorso Creazione attuale di danza 2013–2015, Simone Aughterlony e Antonija Livingstone irritano con i loro corpi nudi armati di enormi asce per la loro forza bruta e la loro presenza fisica, mentre spaccano apparentemente legna, ma in verità mettono in discussione i modelli dei generi comunemente accettati.

Karin Hermes, membro della giuria:

«Simone Aughterlony si muove con passione in dimensioni motorie contrastanti e sperimenta con la sua prorompente intelligenza e chiarezza fisica. Insieme ad artiste e artisti straordinari di altre discipline si avventura in scomode spedizioni e si spinge in angoli inesplorati del palcoscenico. La sua presenza fisica affascina il pubblico, ma questo non è sufficiente per una danzatrice come Simone Aughterlony, che considera la danza un’interazione con il mondo. Da giovane donna coraggiosa, personalità della danza e performer contemporanea dotata di fluidità, vigore e radicalità tematizza la società di oggi.»